Poeta? No grazie, quarta edizione: continuare a essere umani

Poeta? No grazie

 

Sabato 3 ottobre 2026, nella Sala Previati del Castello Visconteo di Legnano, torna Poeta? No grazie, la kermesse ideata da Officine letterarie ChiareVoci che da quattro anni interroga senza sconti il posto della poesia nel presente. Quest'anno il confronto tra venticinque poeti e letterati si misura con un tema quanto mai urgente: che cosa significa, oggi, continuare a essere umani.

La prima edizione, organizzata da Officine letterarie ChiareVoci in collaborazione con il Comune e la Biblioteca Civica di Legnano, aveva indagato sulle ragioni per cui la poesia, nel nostro Paese, costituisca una pratica letteraria minore e marginale: i poeti, a differenza di quanto avviene in altri Paesi, non ricoprono ruoli di rilievo sulla scena pubblica e le loro pubblicazioni sono pochissimo lette.

La seconda edizione ha cercato di rovesciare la prospettiva riflettendo sulle ragioni per cui, nonostante questa marginalità sociale della poesia, i poeti continuino a scrivere le loro opere, a organizzare incontri, a credere nella propria creatività e le case editrici, di cui molte piccole, perseverino a pubblicare e a diffondere le loro creazioni.

La terza edizione ha posto al centro dell'attenzione la ricerca delle parole per raccontare e interpretare un mondo in dirompente e repentina trasformazione, che richiede, per essere afferrato nel suo incessante divenire, nuove chiavi di lettura e nuovi linguaggi: “Le parole per dirlo”.

Il tema dell'edizione 2026 sarà: “Continuare ad essere umani” in un mondo che tende a non riconoscere i diritti basilari della persona e che sta vivendo una trasformazione antropologica.

“La nostra vita e quella dell'intera umanità è attraversata da tre fenomeni dirompenti che stanno trasformando in profondità comportamenti, relazioni, culture, forme di convivenza sociale: la disumanizzazione (con la messa in discussione della ‘sacralità’ della persona umana come elemento fondante della convivenza civile e dei rapporti tra Stati); la deumanizzazione (con la progressiva sostituzione delle macchine e dei dispositivi digitali alle persone e al loro ambito relazionale); la trans-umanizzazione (con la trasformazione antropologica legata all'affermarsi dell'intelligenza artificiale e all'immersione profonda, soprattutto per le nuove generazioni, nell'‘infosfera’). Può la poesia, in un contesto così caratterizzato, con gli strumenti deboli ma essenziali della parola e del dialogo, alimentare la possibilità delle persone e delle comunità di continuare ad essere umani?”

Venticinque poeti e letterati avranno a disposizione un massimo di dieci minuti, tra le 9,30 del mattino e le 17,30 del pomeriggio, per un loro intervento sul tema utilizzando il mezzo comunicativo che preferiscono (poesia, prosa, saggio, performance...).

Al termine della mattinata è previsto un breve concerto del Coro Cantiere di Legnano diretto da Roberta Mangiacavalli, che eseguirà brani a cappella con testi poetici.


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