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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Il gancio poetico: intervista a Imma Schiena, tra Realismo Terminale e "La Pace è femmina"

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  Benedetto Ghielmi intervista Imma Schiena: la poesia come kenosis, l'incontro con Guido Oldani e il legame tra femminile, cura e pace. Come è stato il tuo incontro con la parola poetica? La mia continua ricerca della verità che vi è dietro "l'apparente" che mi veniva mostrato, la mia ricerca di qualcosa che esprimesse il mio sentire ed il mio pensiero mi ha avvicinata alla poesia, sin da ragazza. Riservata e anche un po' isolata dalla massa sin da ragazzina, tra i banchi di scuola ho trovato la mia compagna di vita. Ho iniziato con una poesia intimistica che mi ha aiutata a percorrere una kenosis interiore. Poi la vita, l’emigrazione, la precarietà hanno reso la mia poesia una poesia civile e volta verso il sociale, il mio sentire è universale come il linguaggio poetico. Cosa vuol dire, per te, essere una poeta Realista Terminale? Come ha cambiato il tuo approccio alla poesia?  Ho scritto sempre utilizzando versi liberi, esprimendomi liberamente. Poi ho conosciu...

Alcuni concetti dell'estetica giapponese nella poesia di Bashō (III) – Yūgen: il mistero profondo dell'universo

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  3. Il concetto estetico di Yūgen ovvero sentirsi parte del mistero profondo dell'universo (articolo di Gianni Fabiano) Esiste una parola nella tradizione culturale giapponese per esprimere una bellezza profonda, misteriosa e ineffabile, qualcosa che non riesce a esprimere il senso fino in fondo e che evoca un fascino di sottile malinconia. Nel suo libro sul pensiero giapponese⁸ l'autrice Le Yen Mai dedica un intero capitolo a questo concetto - lo Yūgen - termine intraducibile in italiano. Scrive l'autrice: «Yūgen è la più intima delle concezioni dell'estetica giapponese, è il saper pregustare quel momento di bellezza e di comunione con ciò che è ancora nascosto e che solo uno sforzo può permettere di conoscere». È quell'esperienza che non abbiamo ancora fatto ma che ci attira e già pregustiamo come sarà. È come vedere la bellezza al buio, suggerisce l'autrice, un esercizio dello sguardo, un andare oltre il visibile. È ciò che si immagina, più che una visione c...

Ogni sguardo su Milano – La città e la provincia nel linguaggio della poesia contemporanea

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  Una lettura di Adele D'Addario di Ogni sguardo su Milano, antologia di ChiareVoci Edizioni dedicata alla città e alla provincia attraverso gli sguardi della poesia contemporanea. Milano può essere osservata da molti punti di vista. Può essere attraversata, abitata, ricordata, subita, desiderata. Può essere raccontata attraverso le sue strade e i suoi palazzi, attraverso i luoghi della memoria, i quartieri periferici, i mezzi pubblici, le persone che la abitano e quelle che vi sono arrivate da altrove. È proprio la pluralità degli sguardi a costituire il centro di Ogni sguardo su Milano, antologia pubblicata da ChiareVoci Edizioni e curata da Giuseppe Carlo Airaghi. L’idea della raccolta nasce da un’esperienza legata alla metropolitana milanese. Nel corso del laboratorio “La poesia che si fa città” , curato da Tommaso Di Dio e Paolo Giovannetti presso l’Università IULM di Milano, Airaghi si era imbattuto in alcune poesie dedicate proprio alla metropolitana, molte delle quali scri...

Nostalgia di Gerusalemme: poesia inedita di Emma Stopelli

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  Pubblichiamo una poesia inedita di Emma Stopelli, scritta a Cuenca il 15 agosto 2026. Nostalgia di Gerusalemme attraversa immagini bibliche, memoria, guerra e desiderio di una terra segnata dalla storia, intrecciando lingue e simboli nella forma di una preghiera che ritorna come un ritornello: Tu nos adiuva. Nostalgia di Gerusalemme   Noè resta nudo questa notte  non verranno i figli a vestirlo: l'arca va a fuoco  Tu nos adiuva.   Abbiamo acceso un falò nel cuore creature preziose e mortali senza mantello nè onore nell'abbraccio del guerriero  non abbiamo peccato nè dolore Tu nos adiuva.  I nostri tetti di calcare  cantano tutti la melodia perduta  delle campane di Betlemme  ma non ci sono fili d'erba qui,  e un solo corso d'acqua  Tu nos adiuva.   Quel gatto che ci guarda dalle pietre  accompagna il fiume nel suo tratto  al mirador, l'ombra del fico sul muro si allunga tra le spine  ma non ci sono fruttet...

MAREE | Antonio Spagnuolo – poesie da Levigare il finale

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  MAREE, una rubrica di poesia e cose belle a cura di CLAUDIA OLIVERO Come il mare, la poesia, in ogni sua forma e manifestazione, non è mai inattesa - anche se spesso ci coglie alla sprovvista e, talvolta, ci lascia senza respiro. Il mio augurio è di lasciarvi trasportare in questo saliscendi, di restare in attesa del rombo. Cinque poesie di Antonio Spagnuolo tratte da Levigare il finale Tregua Datemi cinque minuti per sgombrare la mente dagli elefanti di Annibale, dalle Idi di Marzo, dai pensieri di Schopenhauer, dai gas della Shoah, dalle tragedie del Golfo, per tuffarmi nell’Intelligenza Artificiale, che potrebbe dirmi perché non riesco a colloquiare con i defunti. Eppure le mie onde elettromagnetiche sento che evaporano e con i ricordi giungono sino alla tua tomba. Turbinando addensano le ipotesi eternamente in perdita, gocce d’alambicco a sangue freddo nell’ordinata ossessione di comete. Forse si nasconde un pulsante ancora ignoto ai miei polsi, una raffica incredibile e sosp...