Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2026

Per una poetica del ritorno

Immagine
(Gustave Doré  Il ritorno del figliol prodigo) Il ritorno ( nóstos in greco) è uno dei temi fondamentali della letteratura. Esso è inteso non solo come viaggio di ritorno a casa, un tornare indietro verso luoghi geografici del passato, ma anche  come rientro in sé, al proprio centro interiore, movimento di conoscenza e di trasformazione.  Molti poeti hanno cantato il ritorno, a partire da Omero, nella nostra cultura. Come topos è  presente in quella greca e in quella biblica. Nel Libro dell’Esodo si parla della fuga degli ebrei  dall’Egitto e del ritorno verso la Terra promessa. Nel Nuovo Testamento del figliol prodigo che  torna a casa pentito. Nella nostra letteratura è presente in Virgilio nell' Eneide e in Dante nella  Commedia , come viaggio di iniziazione. Lo si ritrova infine in molti autori moderni e  contemporanei, dal Foscolo ( A Zacinto ) a Pavese ( I mari del Sud, La luna e i falò ) in vari modi,  come svelamento, nostalgia, ...

Due inediti di Michele Lucchetti

Immagine
L'albero d'autunno   Quando fissasti ai rami dell'acero le foglie cadute con le mollette del bucato, fu, spiegasti, un rimedio allo sconforto dell'albero spoglio e al tedio dell'esilio d'autunno, tu costretta in casa dal maltempo; ma anche una sorpresa per me, se in attesa del mio giudizio  dicevi: pendo dalle tue labbra. Insieme sorridemmo del risultato, ma nella notte un vento maligno sconvolse ogni cosa. Ero il pubblico dei tuoi show e adesso volessi cimentarmi io avrei di fronte una platea deserta. Questo vuoto ho serrato nello scrigno prezioso.   ** La dionea pigliamosche L’assalto dei convolvoli blu e rossi ci colse al centro del sentiero semifranato che abbraccia il Lago Verde a Monchio delle Corti, fanno vent’anni a maggio. Ma intanto la dionea pigliamosche catturava te come gli insettini esanimi nelle vulve. (Poi che ci faceva sotto il faggio? Un seme sparso dalla buriana che soffia dall'ultramondo?) Mi avevi spiegato già che la poesia riguarda orma...

Paesaggi elementari di Claudia Olivero – libro di poesia pubblicato da ChiareVoci Edizioni

Immagine
Paesaggi elementari è un libro di poesia di Claudia Olivero pubblicato da ChiareVoci Edizioni. Dalla prefazione di Michela Silla Paesaggi elementari di Claudia Olivero si articola in diverse sezioni: Elementi, Spazi, Paesaggi elementari, Assolo, Corpi, Paesaggi umani, Voci (Il rapimento). L’opera accoglie una riflessione che prende avvio dal corpo, inteso non come entità astratta o simbolica, ma come luogo di esperienza concreta. L’attenzione insiste in particolare sulle sue manifestazioni meno evidenti, marginali e quotidiane, che non producono clamore e restano talvolta invisibili. Il corpo ha i suoi confini e tuttavia rappresenta anche una soglia, vale a dire uno spazio di trasformazione e un ponte verso l’alterità. La natura non viene intesa come uno scenario descrittivo: è piuttosto il paesaggio nel quale si sviluppa e si tenta di affrontare la crisi dell’umano. In tale quadro si inserisce il tema della maternità, che implica perdita e poi ridefinizione; e altresì sottrazione, c...

Sette domande sulla poesia - risponde Michele Lucchetti

Immagine
  Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Queste nostre povere poesie che nessuno legge, potrebbero un giorno essere tutto ciò che resta del genere umano, se dopo la distruzione conseguente alla deflagrazione di un ordigno micidiale e definitivo, scampasse alla catastrofe soltanto uno dei nostri libriccini. Oppure potrebbe emergere dalla macerie il manualetto del Daikin e gli archeologi e antropologi alieni atterrati sullo sfortunato pianeta, potrebbero da esso inferire la scomparsa di una civiltà terrestre votata alla refrigerazione. Queste facezie sono contenute anche in una mia poesia intitolata Domenica pomeriggio ispirata dai papiri carbonizzati di Ercolano custoditi nel Museo archeologico di Napoli e da un delizioso brano del Diario minimo di Eco. D’altronde non si contano i letterati visitati dalla Fama molto tempo dopo la loro dipartita, quando forse le loro parole avevano acquisito un significato...