Le sette tappe del viaggio reale e metafisico nella Ballata del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge
Federica Re ripercorre le sette parti della celebre ballata di Samuel Taylor Coleridge, tra viaggio, colpa, espiazione e redenzione.
The Rime of the Ancient Mariner è una ballata di 625 versi, che risente delle influenze dello stile della ballata tradizionale e dei libri di viaggio, ed è divisa in sette parti. Essa racconta la storia soprannaturale di un Vecchio Marinaio, del viaggio per mare che ha compiuto, e delle vicende di cui è stato testimone dopo aver ucciso senza alcun motivo un Albatros, ed essere rimasto vittima di una maledizione.
Il viaggio ha un tono epico, ed è al tempo stesso 'reale' (prevede addirittura la circumnavigazione del globo: la nave, partendo dall'Inghilterra, attraversa l'Equatore, viene trascinata da una tempesta verso il Polo Sud, riprende a navigare verso Nord, oltrepassa avventurosamente la Terra del Fuoco e Capo Horn, entra nell'oceano Pacifico e, una volta superato il Capo di Buona Speranza, risale l'Atlantico, e ritorna infine nel luogo dal quale il viaggio aveva avuto inizio) e 'metafisico' (è un percorso che riguarda la coscienza dell'uomo e il suo rapporto con Dio, con il Creato e con gli esseri che lo abitano, e affronta il tema della caduta, dell'espiazione e della redenzione).
Inoltre, in perfetta sintonia con lo spirito Romantico, ribadisce l’importanza cruciale dell’Immaginazione nel cogliere e nel ‘dare forma’ a ciò che va oltre quello che si vede, e l’alterità del Poeta rispetto alla società che lo circonda, dalla quale viene appunto percepito come un’entità estranea, forse da temere, ma al cui fascino ipnotico sicuramente non si può sfuggire (‘He holds him with his glittering eye-/The Wedding Guest stood still,/And listens like a three years' child:/The Mariner hath his will.’ vv.13-16. ‘Egli lo imprigiona con il suo occhio scintillante,/l’ospite nuziale resta immobile/e ascolta come un bambino di tre anni:/il Marinaio domina la sua volontà.’)
Parte I: L'inizio del viaggio e l'uccisione dell'Albatros. Un Vecchio Marinaio con la barba grigia incontra tre giovani gentiluomini invitati a una festa nuziale e, con la sua mano scheletrica, ne ferma uno, con l'intento di narrargli la sua incredibile avventura in mare. Inizialmente riluttante per via del suo aspetto, il giovane viene sedotto suo malgrado dallo 'sguardo magnetico' (‘glittering eye’) del vecchio, e non può far altro che ascoltare la sua storia. Il racconto ripercorre quindi le vicende della nave del Vecchio Marinaio, che salpa dall’Inghilterra, viene spinta oltre l'Equatore verso l'Antartide, rimane intrappolata in una tempesta terribile, e finisce nei pressi del Polo Sud. Il ghiaccio impedisce alla nave di muoversi, e i marinai temono per la propria sorte. Ma improvvisamente un albatros, dopo essere emerso dalla nebbia, si posa sull'albero della nave, e il suo gesto riaccende nell'equipaggio la speranza. L'uccello viene accolto come un presagio favorevole dai marinai, che lo rifocillano coi pochi viveri rimasti sulla nave, trattandolo come se fosse una ‘presenza divina’ (‘a Christian soul’). Quest' ‘uccello pio e di buon augurio' (‘pious bird of good omen’), sembra infatti portatore di una brezza che consente alla nave di liberarsi dalla stretta del ghiaccio, e di proseguire il suo corso. Inaspettatamente, però, ad un certo punto il Vecchio Marinaio uccide l'uccello con la sua balestra, senza alcuna ragione.
Parte II: L'inizio dell'espiazione involontaria. L'uccisione dell'albatros suscita grande tormento nell'animo del Vecchio Marinaio che, assalito dai sensi di colpa, si pente di aver compiuto un crimine tanto gratuito quanto efferato. Per quanto riguarda l'equipaggio, invece, dapprima rimprovera il Marinaio per ciò che ha fatto, ma successivamente approva il suo delitto, diventandone in questo modo complice, poiché sembra che la morte dell'albatros abbia come 'conseguenza' il miglioramento delle condizioni atmosferiche. Ben presto, tuttavia, un potente maleficio cade sulla nave, che viene sospinta oltre l'Equatore. Le condizioni atmosferiche precipitano: la nave cade in un'improvvisa bonaccia, sotto un cielo infuocato dal cocente sole di mezzogiorno. Nel mare, intanto, iniziano a verificarsi strani fenomeni, e compaiono delle creature viscide e striscianti (‘slimy things’). Non c'è un alito di vento, né una goccia d'acqua da bere (‘water, water every where/nor any drop to drink’) e l'equipaggio ora incolpa apertamente il Marinaio per quello che sta succedendo, e gli appende simbolicamente al collo il cadavere dell'albatros — quasi fosse una croce.
Parte III: La Skeleton Ship. I marinai, esasperati dalla mancanza d'acqua, con occhio vitreo e intimidatorio fissano minacciosi il Vecchio Marinaio, mentre quest'ultimo, volgendo lo sguardo a ponente, scorge una nave che si avvicina. Dapprima tutti esultano, ma poi vengono colti da un grande sgomento, perché la nave avanza misteriosamente -quasi fluttuando e ‘rigando’ il sole con le sue vele-, senza né vento né corrente. Ben presto, diviene chiaro che si tratta di un ‘vascello fantasma’ (‘skeleton-ship’). Gli unici passeggeri della skeleton ship sono uno scheletro e una donna, ‘Morte e Vita-in-Morte’ (‘Death and Life-in-Death’), che si stanno giocando a dadi la vita dell'equipaggio: Morte vince la ciurma, e Vita-in-Morte vince il Vecchio Marinaio. Quindi scende bruscamente la notte, e l'uno dopo l'altro, maledicendo con lo sguardo il Vecchio Marinaio, i suoi compagni cadono a terra morti, mentre lui è l'unico costretto a sopravvivere.
Parte IV: La morte dell'equipaggio e la benedizione dei water snakes. Stavolta a parlare è il wedding-guest, terrorizzato dal pensiero che il Marinaio possa essere un fantasma, ma il Vecchio Marinaio lo rassicura di non esserlo, e poi continua il suo racconto. È rimasto l'unico vivo sulla nave, ed è perseguitato dal ricordo dei compagni morti, dai cui cadaveri sgorga un sudore freddo. Attorno a lui vi è solo desolazione: il mare che lo circonda è putrido e mostruoso (‘rotting sea’), e se alza lo sguardo e cerca di pregare, dalle sue labbra escono solo sussurri malvagi. Così, capisce che la sua punizione è ancora più terribile della morte, e passa sette giorni e sette notti in preda alla solitudine e alla disperazione. Poi, inspiegabilmente, accade una specie di miracolo: il Vecchio Marinaio riconosce negli slimy things che aveva visto in precedenza nel mare, dei meravigliosi ‘serpenti marini’ (‘water-snakes’), che nuotano sinuosamente lasciando dietro di loro scie di luce scintillante. La bellezza dei serpenti marini colma d'amore il suo cuore, ed egli inconsciamente li benedice. In quello stesso momento, l'albatros si stacca dal collo del marinaio, e si inabissa nelle profondità del mare.
Parte V: La pioggia ristoratrice e la risalita verso Nord, guidata dagli spiriti beati. La Vergine Maria (‘Mary Queen’) concede al Vecchio Marinaio un sonno ristoratore. Non solo: egli sogna che i secchi della nave, rimasti inutili per tanto tempo sul ponte, siano colmi di rugiada, e al suo risveglio sta piovendo, così può finalmente dissetarsi. Durante la notte, un gruppo di spiriti angelici (‘a blessed troop of angelic spirits’) penetra nei corpi morti dei marinai e li riporta in vita, in maniera tale che ognuno possa tornare a svolgere la propria mansione sulla nave (senza tuttavia mai smettere di guardare il Vecchio Marinaio con occhi minacciosi), e all'alba tutte le anime si raccolgono intorno all'albero maestro per intonare al cielo un canto melodioso, che commuove il Vecchio Marinaio. Nel frattempo, la nave procede lungo la sua rotta, mossa dallo spirito del Polo Sud (‘the lonesome Spirit from the south-pole’), che la spinge verso nord da sotto la chiglia, ad una velocità che l'essere umano non può sopportare, ubbidendo alla richiesta degli spiriti angelici, ma pretende ancora la sua vendetta per l'uccisione dell'Albatros, che lui amava. Il Vecchio Marinaio perde i sensi, ma ricorda di aver sentito due voci indistinte (probabilmente due compagni dello spirito del Polo Sud) parlare del suo crimine e della sua punizione, che non è ancora finita.
Parte VI: Il ritorno a casa e l'incontro con l'eremita. Le due voci sentite dal Marinaio spiegano il moto della nave in assenza del vento: l'aria, aprendosi davanti alla nave e chiudendosi dietro di essa, la fa infatti avanzare ad una velocità disumana. Risvegliatosi, il Marinaio riprende il suo processo di espiazione, rincuorato da un vento propizio -sebbene i marinai morti non smettano mai di fissarlo orribilmente con i loro ‘occhi di pietra’ (‘stony eyes’). Ben presto, così, il vascello approda al suo paese natale, di cui egli riconosce la chiesa, la baia, la collina, e il Vecchio Marinaio viene assalito dalla gioia. Intanto, i corpi dell'equipaggio cessano di essere 'animati' dagli spiriti angelici, e cadono a terra di nuovo senza vita, ma ognuno con un serafino accanto (‘a man of light, a seraph-man’), che risplendendo fa cenno con la mano. Il Vecchio Marinaio, quindi, non ha più paura, anche perché scorge una barca che si sta dirigendo verso di lui. A bordo vede un eremita (‘The Hermit good’), che spera sarà in grado di confessarlo, e di assolverlo dal peccato che ha commesso.
Parte VII: La penitenza e il compimento. La nave, con le vele ormai logore e spettrali come quelle della skeleton ship, arriva vicino al porto, e il Marinaio viene tratto in salvo dalla barca dell'eremita (il cui equipaggio sembra però terrorizzato da lui, quasi fosse una specie di demone: ‘it had a fiendish look’), mentre la sua nave affonda con un boato tra i flutti. Una volta in salvo, il Vecchio Marinaio implora l'eremita di confessarlo, e dopo la confessione, la terribile agonia che lo tormentava diminuisce; ma non scompare del tutto. Il Marinaio capisce così che la sua penitenza non è finita, e non finirà mai: sarà condannato a vagare per il mondo, guidato da un sovrumano ‘potere della parola’ (‘strange power of speech’) e spinto da un impulso irresistibile a raccontare la sua ‘storia agghiacciante’ (‘my ghastly tale’) a coloro che ne hanno bisogno, per insegnare loro l'amore e il rispetto per tutte le creature di Dio (‘both man and bird and beast’). Il wedding-guest, sconvolto dal racconto, si allontana dagli sposi come se fosse sotto un incantamento, e la mattina dopo si sveglia trasformato in un uomo più triste, ma anche più saggio.
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