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Poesie del disamore di Cesare Pavese

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Rileggere Pavese oltre il mito: torna Poesie del disamore La nuova edizione di ChiareVoci Edizioni, con introduzione di Rocío Bolaños, ripropone la raccolta poetica di Cesare Pavese al di là della biografia e del clamore. Riscoprire Poesie del disamore nella nuova edizione a cura di ChiareVoci Edizioni significa lasciarsi attraversare dalla voce autentica di Cesare Pavese, al di là della biografia e del clamore postumo. Questa miscellanea, pubblicata per la prima volta nel 1962, ebbe un impatto significativo, legato alla tragica fine dell’autore e in particolare alla sezione conclusiva, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, apparsa separatamente nel 1951 poco dopo il suicidio di Pavese e divenuta presto un simbolo testamentario. Rileggere oggi queste liriche, lontano dal contesto della cronaca, significa riscoprire tutto il loro valore e la stratificazione poetica. La raccolta si distingue per l’eterogeneità delle sue sezioni. Si apre con le Poesie del disamore (1934-1938), liriche inten...

La liturgia del presente nella poesia di Francesco Lorusso

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  Una lettura de L'ultimo uomo, tra crisi del linguaggio, identità dissolta e un sacro che sopravvive nelle sue forme svuotate. (articolo di Mauro Pierno) Questa nuova, breve raccolta di Francesco Lorusso, poeta di lungo corso, intitolata L'ultimo uomo (Transeuropa Edizioni, 2026), non lascia spazio ai fraintendimenti, pone al centro l'Uomo, la sua ombra, il calco della sua distruzione, ma anche quell'abbondanza che gli è stata concessa e che oggi sembra incapace di riconoscere o custodire. Fin dai primi testi la raccolta si configura come una liturgia laica del nostro tempo. L'uomo vi appare come un essere che ha smarrito la propria origine e il proprio linguaggio. Le parole diventano il luogo di una presenza spettrale: uomini ridotti a fantasmi di parole, parole che perdono sé stesse, si rinnegano, si consumano nel loro stesso significato. Emerge così nei versi del poeta con forza persuasiva una insanabile crisi del linguaggio e delle idee: Fra i fili della obiez...

Anche gli scienziati sono poeti

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Il contributo di Sharon Laporta tratto da " Poeta? No grazie - g li atti di un convegno" (ChiareVoci Edizioni). Se ne torna a discutere il 3 ottobre, con la quarta edizione della kermesse promossa da Officine Letterarie ChiareVoci. Poeta? No grazie è una kermesse ideata da Officine letterarie ChiareVoci come spazio di confronto sul ruolo della poesia nel panorama culturale contemporaneo. Un titolo volutamente provocatorio, nato per interrogare la posizione marginale che la poesia occupa oggi in Italia e per mettere alla prova, fin dall'inizio, le sue stesse premesse. Da questi incontri è nato il volume Poeta? No grazie , pubblicato da Chiarevoci Edizioni , che raccoglie gli interventi presentati durante le kermesse. Il contributo qui proposto è l’intervento di Sharon Laporta ANCHE GLI SCIENZIATI SONO POETI.  Potendomi avvicinare solo con le migliori intenzioni possibili per spiegare un mondo così ampio, inizio la mia considerazione affermando con umile consapevolezza...