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MAREE, una rubrica di Claudia Olivero: Andrea Tomaselli – "Versi erotici nel deserto"

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  MAREE, una rubrica di poesia e cose belle a cura di Claudia Olivero Come il mare, la poesia, in ogni sua forma e manifestazione, non è mai inattesa - anche se spesso ci coglie  alla sprovvista e, talvolta, ci lascia senza respiro. Il mio augurio è di lasciarvi trasportare in questo  saliscendi, di restare in attesa del rombo. Una selezione di poesie da “Versi erotici nel deserto”, Eretica 2023 Amore è un vuoto Amore è un vuoto che non si fa colmare e ancora al medio lo sento che mi pulsa intorno. Avere è statua, il corpo invece desiderare * Per venire raccolti Ignoriamo le esultanze dei nostri corpi. Viviamo di quelle altrui: tennista, pornostar, performer, calciatore. I professionisti possono esultare in proprio, perché hanno un copione, una parte, una finzione. Noi saremmo troppi, miliardi, per essere diretti, troppi corpi, scatenati, per venire raccolti. Ci divertono al posticcio, ci derogano al virtuale, precluso è ogni sacro che unisca il divino: separati dipendent...

Navigando le acque inesplorate di una seconda lingua – di Paola Caronni

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  Paola Caronni racconta il suo percorso dalla prosa alla poesia in inglese, lingua adottata dopo quasi trent'anni in Asia, con la poesia "Uncharted Waters" in versione originale e in traduzione italiana. Ricordo ancora quell'assolato pomeriggio di agosto di 12 anni fa, quando ho mosso i primi passi in "English language territory" iniziando a scrivere articoli per il blog di un amico. Erano articoli legati a riflessioni su realtà viste, vissute, visitate o lette. Uno dei miei primi contributi riguardava "The Swimmer", "Il nuotatore", di John Cheever. Il racconto fu pubblicato originariamente su "The New Yorker" nel 1964 e narra del viaggio acquatico e avventuroso di un'"anima smarrita" in piena crisi di mezza età, che vaga dentro e fuori le piscine dei vicini durante un luminoso pomeriggio estivo (che poi diventa una tempestosa sera d'autunno). Nuoto & acqua, elementi a me molto cari, mi hanno incidental...

La bambina melodrammatica di Adele D'Addario

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La bambina melodrammatica  Adele D’addario nasce a Locarno, in Svizzera sul finire del secolo scorso, da genitori siciliani. All’età di 10 anni, a seguito della separazione dei genitori, si trasferisce a Messina con la madre. A Messina termina gli studi conseguendo la laurea in Lettere.Attualmente vive in provincia di Monza-Brianza dove insegna, come precaria, nelle classi medie inferiori. "Seguendo il solco delle più collaudate tecniche narrative in questo libro si narra il percorso che dalla crisi passa alla lotta e dalla lotta approda a una risoluzione, con o senza lieto fine lo stabilirà la sensibilità e la personale biografica del lettore. Questo è il primo livello di lettura, il primo strato di terra letteraria che il lettore incontra. Scavando sotto il primo strato viene portata alla luce la poesia. Perché quando la poesia è davvero valida allude sempre ad un altrove, opera uno slittamento di percezione, rimanda a uno scavo ulteriore, più profondo, a ulteriori significati s...

Il gancio Poetico – Benedetto Ghielmi intervista Annachiara Marangoni: poesia, Realismo Terminale e intelligenza artificiale

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  Seconda puntata della rubrica Il gancio Poetico: Annachiara Marangoni racconta il suo percorso tra Realismo Terminale, educazione e il rapporto tra poesia e intelligenza artificiale. Come è stato il tuo incontro con la parola poetica? Tutto nasce da un sogno che ho fatto un pomeriggio del 2013. Ho sognato di essere una foresta… il ricordo di quel sogno mi ha accompagnato per un paio di giorni, poi ho deciso di trascriverlo ed è nato un poemetto dal titolo "Io…la foresta", che è confluito poi in "Nerooro", la mia prima raccolta di poesia, edito da Montedit. Milano. Quella porta onirica è stata il tubo di trasmissione con il linguaggio della poesia. Cosa vuol dire per te, essere una poeta RT? Come ha cambiato il tuo approccio alla poesia? Per me oggi, essere una poeta RT significa prevalentemente vivere il rapporto con il maestro Guido Oldani, che sento con intensità. Nel tempo lo scambio relazionale si è nutrito e sono nate tante opportunità di crescita nel ca...

Dialogo immaginario tra Poesia e un uomo in prosa – di Pio Savinelli

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Un uomo contempla la donna amata a cena e, invece di parlare, lascia parlare la Poesia: un dialogo immaginario in prosa di Pio Savinelli. Una sera si era a cena e tu hai notato subito quanto fossi titubante … la mia ferma indecisione, interrotta qua e là dal movimento di uno sguardo che inseguiva il bordo del piatto      Forse ero soprappensiero, forse sono così tanto innamorato che santifico la concretezza delle circostanze, immagino un’interruzione cardiaca del tempo, un istante soltanto che valorizza l’Astratto e l’Invisibile; l’onnipotenza dei sogni che perforano manti interstellari sconosciuti per riprodurre pellicole di altri mondi…e di cui possiamo appagarcene solo ad occhi chiusi.      Quella sera, a cena, la stanchezza di rimuginare nostalgici secoli perduti o fantomatiche età dell'oro …eppure mi sei di fronte. Davanti a me si espande l’oro fluente. Non riesco a parlare!!! Così piccolo: io sono… mi piace pascermi nella ricchezza di questo solido e ...