Post

Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Tre poesie inedite di Cristian Izzo e Emilio Costa e un breve scambio di mail tra autori e editore

Immagine
M i dicesti, quella sera, in una cucina industriale, che con quel morso di ciliegia mi si poteva disegnare  un succhiotto sul collo. Quella sera provasti a disegnarlo e scivolava via dai polpastrelli incerti, ed io ero confusa e sopraffatta.  Anni dopo ci ritrovammo entrambe ed io ero complessa e rapita fuori a quel bar. Non ci dicemmo granchè. Tornai dal campo estivo la mattina seguente con mia madre al volante, sotto un fitto acquazzone, mi si bagnarono le scarpe.  * Tu hai detto che "mi piacerebbe" e piacerebbe a te. Per offendere me, cedendo al tuo rancore hai detto una cosa inesatta su Kafka ed io l'ho sentita ed ho rabbrividito. Era proprio esattamente te stessa quella cosa inesatta su Kafka. Tu non vuoi saperlo, io non posso dimenticarlo. Per questo, tra noi è calato il silenzio e nient'altro. * Nella Logica del senso, Alice cresce e descresce al contempo. Sono stato in una valle ventosa, tra i canneti a cercarmi in uno stagno ed il vento scendeva e saliva al c...

La poesia come esperienza iniziatica

Immagine
  La parola che si fa ascolto di visioni di mondo alternative, che ambisce a una completa  trasformazione dell’uomo, in armonia con il tutto che lo circonda, è caratteristica di una certa  tendenza poetica che comincia a emergere già tra Otto e Novecento nella civiltà occidentale. Essa si  annuncia come un rivolgimento antropologico, un cambiamento interiore radicale. Già Hölderlin ne  parlava come di una grande rivoluzione mai vista fino a quel momento: una rivoluzione di forme, di  rappresentazioni, di linguaggi. Tentativo che purtroppo ebbe esiti catastrofici, non solo storicamente  per i popoli, ma per lo stesso Hölderlin sul piano personale, che passò metà della sua vita chiuso in  una torre, a causa della sua follia.   Stessa sorte di catastrofe personale (e questo è un fatto emblematico) subirono alcuni poeti  successivi (pensiamo a Campana qui da noi) che, invasati dalle potenze inconsce, entrarono dentro  un processo i...

25 Aprile

Immagine
  La corda rimase a terra tranciata senza neppure il rimedio di un nodo ben oltre l'eco dell'ultimo sparo ben oltre il colpo di lama che recideva la notte per cercargli l'alba in fondo alla gola. Popolo di motivate collusioni, di supine accettazioni, popolo troppo invischiato per dichiararsi davvero liberato dalle complicità con se stesso. Ottantun anni di saluti romani  occultati sotto la polvere  di una vergogna incancellata, strappata a morsi dagli ultimi capitoli dei libri di storia, mal digeriti, mai letti. Camerati e partigiani, vinti e vincitori a rinfacciarsi il sangue negli echi di una storia che non si riconcilia, nella nazione liberata in primavera e in primavera rifiorita dal coraggio necessario ad offrire  i propri vent'anni alle zanne della morte per un'idea di libertà. A noi incapaci di eroismi non resta che scavare nei torti dei morti, nei reciproci conti da saldare, per dissotterrare le parole spolpate, definitive, per rinnovare la minima pietà di u...

Luminarie di stagioni di Nunzio Festa – libro di poesia pubblicato da ChiareVoci Edizioni

Immagine
  Luminarie di stagioni è un libro di poesia di Nunzio Festa pubblicato da ChiareVoci Edizioni. L’inquieta, libera “amorevolezza” di Nunzio Festa dalla prefazione di Plinio Perilli Ho sempre apprezzato Nunzio Festa per il suo estro e la sua libertà. Libertà che è anche, e soprattutto, fantasia: un modo perennemente nuovo, accanito e festevole (nomen omen – dicevano i latini: e Nunzio, la Festa ce l’ha già nel cognome). Mi piace quel modo serio e impennato di rispettare le sue radici, ma anche di cercarsene, perfino inventarsene ogni volta di nuove… Dove il futuro e i ricordi, per fortuna, coincidono. Mi ricordo di quando scombinerete i cassetti di casa e avrete trovato altre memorie: la scusa di aver perdonato il mondo, invece di salvarlo Mi piace la sua adesione a una letteratura – in primis, alla poesia – che sa inventarsi la vita strada facendo; ed è sempre pronta, oltretutto, a rimettersi in gioco. Prima dicevo festevole: ma sia ben chiaro che Nunzio è, al contempo, un poet...

Jonathan Rizzo risponde a 8 domande sulla poesia

Immagine
Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale? Credo si debba fare un'analisi lunga e complessa per raggiungere le radici del problema e dipanarne la matassa. La società digitalizzata sta formando una generazione di disabituati alla scrittura ed alla lettura, e questa crisi ad eco la si vede nelle generazioni precedenti per difetto. Poi a monte è intellettualmente onesto ammettere che “grandi” autori di narrativa ce ne sono pochini, ed i poeti italiani sono avvitati sul bello stile accademico o sulla presunta ricerca pseudo sperimentale. Tutta roba che allontana qualsiasi lettore ed è fine a se stessa. Come le flatulenze che piacciono solo a chi le fa. Però non ritengo che gli scrittori debbano essere dei missionari sociali o indoveriti di un ruolo intellettuale civile. Libera Poesia in Libera Vita. Se uno ha il sommoviment...