Tre poesie inedite di Cristian Izzo e Emilio Costa e un breve scambio di mail tra autori e editore
M i dicesti, quella sera, in una cucina industriale, che con quel morso di ciliegia mi si poteva disegnare un succhiotto sul collo. Quella sera provasti a disegnarlo e scivolava via dai polpastrelli incerti, ed io ero confusa e sopraffatta. Anni dopo ci ritrovammo entrambe ed io ero complessa e rapita fuori a quel bar. Non ci dicemmo granchè. Tornai dal campo estivo la mattina seguente con mia madre al volante, sotto un fitto acquazzone, mi si bagnarono le scarpe. * Tu hai detto che "mi piacerebbe" e piacerebbe a te. Per offendere me, cedendo al tuo rancore hai detto una cosa inesatta su Kafka ed io l'ho sentita ed ho rabbrividito. Era proprio esattamente te stessa quella cosa inesatta su Kafka. Tu non vuoi saperlo, io non posso dimenticarlo. Per questo, tra noi è calato il silenzio e nient'altro. * Nella Logica del senso, Alice cresce e descresce al contempo. Sono stato in una valle ventosa, tra i canneti a cercarmi in uno stagno ed il vento scendeva e saliva al c...