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Visualizzazione dei post da 2025

Due libri, due voci. A gennaio le sillogi vincitrici del Premio ChiareVoci Poesia Inedito

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  Nel mese di gennaio 2026 vedranno la luce i primi due libri nati dal Premio ChiareVoci Poesia Inedito , giunto quest’anno alla sua prima edizione. Si tratta di “Se non è chiedere troppo” di Gianni Fabiano e “Versi fatti con i piedi” di Rino Lorusso, le due sillogi che la giuria ha indicato come vincitrici al termine di una selezione attenta e complessa. Il concorso ha raccolto numerose opere e restituito un quadro vivo e articolato della poesia contemporanea: testi molto diversi tra loro per stile, visione, lingua, ma accomunati da un’urgenza autentica di dire. In questo contesto, le sillogi di Fabiano e Lorusso si sono imposte non per adesione a un canone, ma per la capacità di costruire un percorso coerente, riconoscibile, capace di tenere insieme esperienza personale e sguardo sul mondo. Gianni Fabiano, Se non è chiedere troppo Se non è chiedere troppo colpisce per la limpidezza con cui traduce in poesia un percorso interiore coerente e profondo. Le figure di Etty Hillesum...

Oltre il rumore di fondo: il rispetto per l’autore, diritti, modelli e responsabilità nell’editoria poetica

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Oltre il rumore di fondo: il rispetto per l’autore, diritti, modelli e responsabilità nell’editoria poetica Negli ultimi decenni il mercato della poesia — e, più in generale, della letteratura di nicchia — ha attraversato trasformazioni significative, determinate da fattori economici, dall’evoluzione tecnologica e dal mutamento dei modelli editoriali. Valutare oggi royalties, libertà dell’autore e proprietà dei diritti implica collocarsi in un contesto complesso, segnato da criticità e anche da nuove opportunità. Nel panorama editoriale italiano la pubblicazione di poesia rappresenta una sfida peculiare. Non si tratta di un genere di massa: vendite, tirature e visibilità difficilmente raggiungono i numeri della narrativa commerciale. Di conseguenza, chi decide di pubblicare poesia si confronta e scontra con equilibri precari che riguardano diritti, sostenibilità editoriale e forme di riconoscimento economico. Domanda, offerta e limiti di vendita nel mercato della poesia In Italia ogni ...

Per non dimenticare Cutro: la mostra fotografica "I sogni attraversano il mare".

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Con la ferma intenzione di fare della scrittura poetica anche un gesto di testimonianza e di dibattito culturale e sociale vi proponiamo l'intervento di Carlo Penati a margine della giornata di chiusura della mostra fotografica "I sogni attraversano il mare per non dimenticare la tragedia del 26 febbraio 2023". Cutro è un cimitero di sabbia che urla, urla inascoltato. Eppure i migranti che giungono nel ricco Occidente – per costrizione o per desiderio – sono in stragrande maggioranza portatori sani di umanità. Che cosa c’è di più umano di chi cerca un luogo per stare meglio? Sono i poco umani che li vedono come estranei minacciosi da allontanare o marginalizzare. Che cosa c’è di più umano dell’atto di scappare da tragedie, disperazione, guerre, carestia e cercare una nuova comunità in cui vivere? Migrare è semplicemente umano. Da sempre le persone o interi popoli si spostano per cercare acqua, cibo, sicurezza, pace. Per cercare una vita migliore. Essere c...

Anteprime - Le prose liriche di Finestre

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Cosa accade quando la poesia rinuncia all’andare a capo ma non alla propria vocazione visionaria? Le prose liriche di Finestre , antologia curata da David La Mantia e Melania Valenti , nasce esattamente da questa domanda: da un territorio di frontiera in cui il verso si scioglie nella frase e la prosa si lascia attraversare da una pulsazione musicale, simbolica, interiore. La prefazione di Giuseppe Carlo Airaghi traccia il perimetro della ricerca: non si tratta di stabilire definizioni o confini, ma di osservare come, nella scrittura contemporanea, esista un «territorio aperto» dove poesia e prosa non sono categorie opposte bensì possibilità espressive contigue. La “prosa lirica” si fa allora gesto di libertà formale, spazio in cui la lingua si muove senza regole rigide, seguendo l’urgenza dell’immagine più che la disciplina della metrica. I testi della raccolta – diversi per tono, stile, generazione, immaginari – compongono un mosaico di esperienze che dialogano tra loro per sensibi...

I quindici finalisti del Premio ChiareVoci Poesia Inedito

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Dopo un’attenta, rigorosa e talvolta sofferta fase di valutazione, la giuria del premio ChiareVoci Poesia Inedito ha individuato le quindici sillogi finaliste di questa prima edizione.  A tutte e a tutti gli autori vanno le nostre più sincere congratulazioni. Desideriamo sottolineare come il livello complessivo dei testi pervenuti sia stato sorprendentemente alto.  Non poche sillogi, meritevoli e originali, sono rimaste escluse dalla selezione finale solo per una manciata di voti: un dato che conferma la qualità complessiva del materiale ricevuto e la vitalità della poesia contemporanea. Il nostro ringraziamento va a tutte le autrici e a tutti gli autori che hanno scelto di affidare a Chiarevoci le proprie poesie, condividendo visioni, storie, tentativi di mondo. La fiducia che ci è stata dimostrata è ciò che dà senso e forza a questo progetto: un dialogo aperto, plurale e necessario sulla poesia di oggi. A ciascuno auguriamo il meglio per il presente e per i progetti futuri...
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Si è chiusa ufficialmente la fase di accoglimento delle opere per la prima edizione del Premio ChiareVociPoesia inedito . Con la ricezione di 89 sillogi poetiche, possiamo confermare non solo l’ampio riscontro ma anche la qualità e la varietà del materiale pervenuto, che testimoniano la fiducia riposta nel progetto editoriale di Chiarevoci Edizioni. Di seguito, con piacere, annunciamo i nomi dei giurati che stanno accompagnando questa prima edizione con professionalità, competenza.  Il loro impegno è fondamentale per garantire una valutazione attenta, serena e autorevole delle sillogi partecipanti. I giurati Carlo Penati (Legnano): poeta, fondatore e redattore della rivista di ricerche letterarie «Pianura» fra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Le sue raccolte includono Vorrei imprimere un vuoto nell’aria (Fara Editore) e Mutu proprio (PuntoAcapo Editrice) .  Elisa Malvoni (Busto Arsizio): esordisce da poeta nel 2018 vincendo il concorso Il Mistero delle Cose ; n...

Premio “ChiareVociPoesia inedito”: conclusione della fase di accoglimento delle sillogi

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Chiarevoci Edizioni annuncia la chiusura della fase di accoglimento delle sillogi poetiche pervenute al premio “ChiareVociPoesia inedito” . Sono state ricevute 89 opere , un risultato che conferma la fiducia riposta nel nostro progetto editoriale . I componenti della giuria, che hanno esaminato le sillogi via via che giungevano, hanno già completato buona parte del lavoro di valutazione . Entro due settimane verranno comunicati i dodici autori e autrici che avranno conseguito le valutazioni più elevate. La fase successiva del premio porterà all’individuazione dei vincitori, i quali riceveranno come riconoscimento la pubblicazione gratuita della silloge presentata in concorso. Nei prossimi giorni saranno resi noti i nomi dei giurati , ai quali va sin d’ora il nostro ringraziamento per la competenza e la serietà con cui stanno portando avanti il loro lavoro. Chiarevoci Edizioni ringrazia tutte le autrici e gli autori che hanno partecipato, contribuendo con le proprie opere a rendere...

La Restituzione di Carlo Penati: Viaggio nel Sé Relazionale oltre il Debito e il Sacrificio

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Quando il Limite Diventa Ricchezza: Un Saggio che Smonta l'Illusione dell'Autosufficienza Il saggio filosofico-sociologico La restituzione di Carlo Penati ci invita a una profonda considerazione più attenta di sé, ponendo al centro della nostra esistenza non l'individuo isolato, ma l'ineludibile condizione di relazione e interdipendenza. In un'epoca che esalta l'autosufficienza e l'indipendenza a ogni costo, Penati ci ricorda una verità fondamentale: nessuno si fa da solo. Questo testo, destinato a un pubblico colto ma non elitario, opera come una lente di ingrandimento sulle dinamiche che plasmano l'identità umana, svelando come siamo creature finite che vivono ed esistono in relazione con gli altri e in dipendenza da essi. Lungi dall'essere un ostacolo, il nostro limite (l'essere creature dipendenti) è presentato come la nostra vera ricchezza, ciò che ci apre al cambiamento e al desiderio, generando nuove energie e possibilità. L'identità ...

Ciò che rimane di me di Federica Re

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La brevità non è sinonimo di semplicità, in particolare nelle composizioni di Federica Re. La sua parola si dipana sulla carta in mille rivoli di significati, rimandi, metafore, suggestioni, immagini che si manifestano pure visivamente, nella punteggiatura, negli spazi, nei corsivi, in una poesia “pittorica” che, anche attraverso la commistione tra arti diverse mira a sfocare i confini, a superare i limiti (di spazio, di tempo, di forma), a cancellare le identità, per tentare di fondersi in un indefinito che anela esplicitamente all’infinito. E poco conta se ciò sia possibile o meno: l’anelito resta. E forse va oltre. (dalla postfazione di Giovanni Moia) Se (non) mi guardi mi stacco dal finito e le mie dita ti ammoniscono fruscianti mentre dissemino le s p oglie di me stessa rivendicandone l’impavido clamore. Non hai saputo tenermi tra le braccia né riconoscere le labbra sulle tue ed hai scambiato ogni mia resurrezione per un ritorno dopo la follia. (ma questa volta non ti cercherò) La...