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Visualizzazione dei post da 2026

Non è una storia vera: il nuovo libro di Adriano Max

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  Un'opera sperimentale tra visioni, memoria, linguaggi e mondi sovrapposti, pubblicata da ChiareVoci Edizioni. Dalla premessa dell'autore: Il testo – sperimentale – si apre al cosmo di un bambino che vede nel mondo ciò che suppone essere realtà, rivelandosi altrimenti sostanza del sogno di tutta una vita. Vita a sua volta compiuta dal lettore, sollecitato nello scritto, il quale si dà forma nella mente di ciascuno supponendo che ci sia un autore diverso dal sé. Visione e sensazione, fisica di stati onirici concreti, a tratti precisi quanto indecifrabili: un descrittorio solo bianco e solo nero con in filigrana neon colorati e vibranti, suoni, bottoni rossi, lampi termonucleari. Racconto in tempi e luoghi sovrapposti. Storia criptica di personaggi fantasmagorici (uomini pesce, salamandre, donne illuminate, libellule ubique – solo per citarne alcuni) gli uni in trasmutazione continua negli altri. Tutti, integrati nelle parti del cristallo-casa che ciascuno crede di abitare, sono...

Bando Concorso “ChiareVociPoesia inedito” 2026

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  Chiarevoci Edizioni Concorso “ChiareVociPoesia inedito” 2026   II Edizione   01  SEZIONE UNICA IN CONCORSO È prevista una sola sezione alla quale partecipare con una raccolta di poesie inedite, a tema libero, composta da un minimo di 30 componimenti o, in alternativa, da un poemetto di estensione equivalente. Il manoscritto deve essere inedito nella sua interezza. Sono tuttavia ammessi manoscritti che contengano componimenti già pubblicati online, su siti, blog, riviste o altre piattaforme digitali, purché tali testi non siano mai stati pubblicati in volume cartaceo, sia personale sia collettivo, dotato di codice ISBN. 02  SCADENZA Termine ultimo per l’invio dei materiali: 30 novembre 2026 Non saranno accettate opere pervenute oltre tale data. 03  MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE I partecipanti dovranno inviare i seguenti materiali via e-mail: Un file in formato Word o PDF contenente l’intera raccolta provvista di titolo. Il file dovrà essere anonimo,...

Bai Yuan: il poeta maoista delle Cinque Terre

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  J Una nota di lettura dedicata al libro immaginario di Bai Yuan tradotto da Gianfranco De Giovanni Vicolo dei Certosini è un budello di mura scrostate ricoperto di graffiti. Un vicolo piccolo e stretto che scende verso il mare incuneandosi tra le case di Manarola, nelle Cinque Terre.  Chi ci si addentra rischia di smarrirsi inseguendo la labirintica biografia in versi che Bai Yuan, poeta dell'Esercito Popolare di Liberazione Maoista ha inciso sui suoi muri e che Gianfranco De Giovanni ha meritoriamente tradotto dal cinese e raccolto in questo libro.  Per lo meno è quello che De Giovanni racconta, e noi non abbiamo motivo di dubitare dell'attendibilità sua testimonianza. Del resto l'immagine di un vicolo all'interno di un borgo ligure i cui muri sono completamente ricoperti di poesie in caratteri cinesi è così evocativa e bella e sorprendente che se anche non fosse vera lo dovrebbe essere. Bai Yuan è “ scolpito nel legno del pino eterno ” ma è uno sconfitto; dignitoso ...

Nell'attuale asfittico panorama culturale – otto domande sulla letteratura a Federico Preziosi

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  Federico Preziosi risponde a otto domande su scrittura, poesia, intelligenza artificiale e il ruolo del poeta nella società contemporanea. Nell’attuale asfittico panorama culturale, in cui tutti scrivono libri e nessuno li legge, che ruolo ha lo scrittore? Quale scrittura ci può aiutare a uscire da tutta la sofferenza di questa stretta epocale? Lo scrittore rappresenta, principalmente, un modo di essere nell’esercizio della scrittura, così come un musicista è tale dispiegando il proprio linguaggio attraverso il suono e un artista visuale si rivela tramite le immagini. È un’esigenza di espressione del sé puramente umana: da sempre l’uomo avverte l’esigenza di lasciare una traccia oppure di dare forma alla realtà, personale e/o collettiva, attraverso l’arte. La scrittura, a mio avviso, si muove in un solco di ricerca, che non comprende necessariamente la sperimentazione in senso avanguardista, e individua nella testimonianza di un percorso la propria peculiarità. All’inte...

MAREE | Marco Mittica – poesie da "Le Leggi dei Padri"

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MAREE, una rubrica di poesia e cose belle a cura di CLAUDIA OLIVERO Come il mare, la poesia, in ogni sua forma e manifestazione, non è mai inattesa - anche se spesso ci coglie alla sprovvista e, talvolta, ci lascia senza respiro. Il mio augurio è di lasciarvi trasportare in questo saliscendi, di restare in attesa del rombo. Marco Mittica – "Le Leggi dei Padri", RP 2023** 3. Che spera di fare l'Architettura? Volti le spalle alla materia erosa dalla salsedine e dalla velleità di ostacolare l'Infinito l'Impero è infrangibile nel suo guscio calcareo non è abbagliato dalla misura il poeta non ha torri né mura. 5. Sei riuscita ce l'hai fatta a chiedermi finalmente se prima della morte c'è vita. Mentre io cercavo di capire la domanda risoluta hai detto: "sei!" Essenza è sufficienza al mio porto insicuro. L'Inquisizione Quando ti ho vista immobile piangere trascinata dagli esuli ho dimenticato la tua fastidiosa umanità ho pensato alla tua pena fuori ...

Catia Simone, "Momenti di necessarie necessità" – nota di lettura di Antonio Spagnuolo e tre poesie

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  Una nota critica di Antonio Spagnuolo su "Momenti di necessarie necessità" di Catia Simone (ChiareVoci Edizioni, 2026), tratta dal blog letterario Poetrydream e riproposta per gentile concessione dell'autore. La fantasia che si sprigiona in queste liriche ha la cadenza delle improvvisazioni per un singolare impegno delle presenze che dal disincanto fioccano divenendo pensieri. A pagina 62 una poesia si apre con una constatazione apparentemente semplice, quasi cronachistica, ma subito attraversata da un sentimento di insofferenza: il luogo evocato è quello della folla turistica, dell’affollamento estivo, della socialità diventata consumo. Immagini pungenti e fortemente concrete, capaci di restituire in pochi tratti una realtà contemporanea dominata dal turismo di massa. Il termine “clan”, in particolare, suggerisce gruppi chiusi, rituali collettivi, appartenenze effimere; mentre l’espressione “svuotaturisti”, volutamente deformata, introduce una vena sarcastica che trasf...

Da Leopardi e Emanuele Severino a Peter Thiel

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  Di Gianfranco Isetta Gianfranco Isetta scrive a proposito di Peter Thiel, di origine tedesca, laureto in filosofia, e esponente di primo piano del gruppo di potere tecnocratico e ideologico attorno alla figura di Donald Trump, fondatore di Paypal, nel Consiglio di Amministrazione di Facebook, e fondatore di varie società del mondo tecnologico. . Mi viene in mente Giacomo Leopardi e la sua idea sull’effimero PARADISO DELLA TECNICA, (inteso nel senso moderno di Peter Thiel o della fede cieca nel progresso) critica poi ripresa dal nostro filosofo Emanuele Severino. La tecnica, come via di fuga dalla stagnazione e dalla morte è diventato il modo in cui l’uomo cerca di difendersi dal dolore, è uno dei due rimedi che l’uomo ha escogitato nel corso della sua storia, quindi niente di nuovo sotto il sole se non la radicalità, anche pratica, di questo pensare di Thiel: il primo rimedio è quello della verità, che pensa Dio, oggi anch’esso in difficoltà, il secondo oggi è quello della Tecni...