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Visualizzazione dei post da 2026

Il grande viaggio della parola" di Pino Landonio – la presentazione di Carlo Penati alla Casa della Cultura di Milano

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  Il testo della presentazione tenuta da Carlo Penati alla Casa della Cultura di Milano: riflessioni su parola, poesia, dialogo e responsabilità del linguaggio attraverso il libro di Pino Landonio. Il libro di Landonio rappresenta un unicum nell’offerta editoriale recente. Di certo non lo si può leggere come un racconto, tutto d’un fiato. Va piuttosto assaporato a poco a poco, seguendo l’ordine delle pagine o selezionando uno specifico tema attorno a cui la parola si addensa  (e l’autore ce ne presenta 36 risvolti: dalla “parola che crea” alla “parola che non muore”) o saltabeccando dove più ci piace, anche abbandonandoci al caso di una pagina aperta ad occhi chiusi. Eppure, leggendolo dall’inizio alla fine, nella sequenza scelta da Landonio, mano a mano che si avanza cresce, come in un racconto, la curiosità – almeno per me è stato così - di sapere quale altra forma prenderà la parola e chi sarà a porgerla del tutto nuova al nostro godimento; o al nostro risanamento; o allo s...

Poeta? No, grazie: perché i poeti continuano a scrivere. Gli atti di un incontro

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Nonostante la marginalità della poesia, perché si continua a scrivere e a pubblicare? E come la poesia “fora la cortina dell’opacità”? Pubblichiamo le parole che hanno aperto la seconda edizione di “Poeta? No, grazie” (2024), tratte dal volume che ne raccoglie gli atti, edito da ChiareVoci Edizioni. ... "Poeta? No, grazie", con questo titolo palesemente provocatorio abbiamo posto all’attenzione il tema della marginalità della poesia nelle dinamiche sociali del nostro Paese. I poeti sono poco letti, poco ascoltati e nessuno affiderebbe a una giovane poetessa (come accadde nel 2021 alla Gorman) di celebrare con i propri versi l’inaugurazione di un mandato presidenziale.  Quest’anno ci interroghiamo sul perché, nonostante questa marginalità, i poeti continuino a scrivere e le case editrici, per lo più piccole, a pubblicare raccolte di poesie. Le ragioni sono ovviamente tante, tantissime e le più diverse. Ognuna e ognuno potrà oggi condividere le proprie ragioni, nella forma espr...

Alcuni concetti dell'estetica giapponese nella poesia di Bashō (IV) – Danshari: la ricerca dell'essenzialità

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  Il quarto capitolo del percorso di Gianni Fabiano tra filosofia giapponese e poesia di Matsuo Bashō, dedicato al rapporto tra essenzialità, distacco e haiku. 4. Il concetto di Danshari ovvero la ricerca dell'essenzialità Cercare di togliere invece che aggiungere, spogliarsi di ciò che è superfluo, ridurre l'attenzione all'essenziale è ciò che nella cultura giapponese viene definito Danshari, una percezione che affonda le sue radici nello zen. Liberarsi del superfluo non è facile, anche perché si tratta di chiedersi cosa è superfluo nelle nostre vite. Una risposta potrebbe essere: è superfluo tutto ciò che ci distrae e ci disorienta, che siano preoccupazioni o cose. Conviene sbarazzarsi di ciò che non ci fa stare bene, cominciando dalle nostre dimore, dai nostri cassetti, dalle nostre borse. Riordinare il caos che pervade le nostre case è un buon metodo per iniziare a fare ordine anche interiormente, allontanando tutto ciò che ci procura ansia e stress. Personalmente mi è ...

Incubo e protesta, il nuovo libro di poesie di Daniele Zanghi, nelle parole di Carlo Penati

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  Un viaggio tra simulacri, disumanizzazione e desiderio di autenticità: alcuni passi dalla postfazione di Carlo Penati accompagnata da tre poesie scelte dalla raccolta. I versi di Zanghi, letti tutti d'un fiato abbandonandosi al viaggio turbolento e affascinante che propone, mi hanno condotto istintivamente a rispecchiare in essi la mia esistenza, a riflettere sul mio modo di stare nel mondo, oggi, dove infuriano incubi di guerra e prepotenti correnti disumanizzanti e dove, a contrasto, si affannano voci e gesti apparentemente impotenti di lucida protesta. Del resto credo che sia questa la funzione fondamentale della buona poesia: lasciare che ognuno colga ciò che gli è proprio e si rispecchi in essa con-sentendo o di-vagando. * * * Essendo impossibile parlare dal lato dell'autore, posso solo proiettare in queste note ciò che la lettura, risuonando internamente, mi suggerisce; e quindi esordire dicendo che il poema di Zanghi – perché di poema si tratta e non di un semplice acc...