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Visualizzazione dei post con l'etichetta Antonio Spagnuolo

MAREE | Antonio Spagnuolo – poesie da Levigare il finale

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  MAREE, una rubrica di poesia e cose belle a cura di CLAUDIA OLIVERO Come il mare, la poesia, in ogni sua forma e manifestazione, non è mai inattesa - anche se spesso ci coglie alla sprovvista e, talvolta, ci lascia senza respiro. Il mio augurio è di lasciarvi trasportare in questo saliscendi, di restare in attesa del rombo. Cinque poesie di Antonio Spagnuolo tratte da Levigare il finale Tregua Datemi cinque minuti per sgombrare la mente dagli elefanti di Annibale, dalle Idi di Marzo, dai pensieri di Schopenhauer, dai gas della Shoah, dalle tragedie del Golfo, per tuffarmi nell’Intelligenza Artificiale, che potrebbe dirmi perché non riesco a colloquiare con i defunti. Eppure le mie onde elettromagnetiche sento che evaporano e con i ricordi giungono sino alla tua tomba. Turbinando addensano le ipotesi eternamente in perdita, gocce d’alambicco a sangue freddo nell’ordinata ossessione di comete. Forse si nasconde un pulsante ancora ignoto ai miei polsi, una raffica incredibile e sosp...

Giuseppe Carlo Airaghi, "L'unione arbitraria delle singole parti" nota di lettura di Antonio Spagnuolo

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  Una nota critica di Antonio Spagnuolo su "L'unione arbitraria delle singole parti" di Giuseppe Carlo Airaghi (ChiareVoci Edizioni, 2025), tratta da Poetrydream e riproposta per gentile concessione dell'autore. “L’unione arbitraria delle singole parti”  organica antologia di testi che hanno segnato rigorosamente un tragitto di ricerca della parola per un’ampia risonanza di memorie e di formule dal giro policromatico dei tempi. Il piluccare pagina dopo pagina di appuntamenti, che rappresentano e sono determinanti nell'intera canzone, imprigionati tra riflessi in penombre e scavi programmati nel subconscio attraverso gli anni. Mi piace scorrere velocemente e soffermarmi in equilibrio ad una poesia in particolare: “Ci inchiniamo” , quasi esemplare di un dire che si apre al canto. Essa costruisce una lucida rappresentazione della società contemporanea attraverso la metafora dell’inchino: un gesto che, nato come segno di rispetto o di deferenza, diventa qui il simbolo...

Catia Simone, "Momenti di necessarie necessità" – nota di lettura di Antonio Spagnuolo e tre poesie

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  Una nota critica di Antonio Spagnuolo su "Momenti di necessarie necessità" di Catia Simone (ChiareVoci Edizioni, 2026), tratta dal blog letterario Poetrydream e riproposta per gentile concessione dell'autore. La fantasia che si sprigiona in queste liriche ha la cadenza delle improvvisazioni per un singolare impegno delle presenze che dal disincanto fioccano divenendo pensieri. A pagina 62 una poesia si apre con una constatazione apparentemente semplice, quasi cronachistica, ma subito attraversata da un sentimento di insofferenza: il luogo evocato è quello della folla turistica, dell’affollamento estivo, della socialità diventata consumo. Immagini pungenti e fortemente concrete, capaci di restituire in pochi tratti una realtà contemporanea dominata dal turismo di massa. Il termine “clan”, in particolare, suggerisce gruppi chiusi, rituali collettivi, appartenenze effimere; mentre l’espressione “svuotaturisti”, volutamente deformata, introduce una vena sarcastica che trasf...