Catia Simone, "Momenti di necessarie necessità" – nota di lettura di Antonio Spagnuolo e tre poesie

 
Antonio Spagnuolo - Catia Simone



Una nota critica di Antonio Spagnuolo su "Momenti di necessarie necessità" di Catia Simone (ChiareVoci Edizioni, 2026), tratta dal blog letterario Poetrydream e riproposta per gentile concessione dell'autore.

La fantasia che si sprigiona in queste liriche ha la cadenza delle improvvisazioni per un singolare impegno delle presenze che dal disincanto fioccano divenendo pensieri.

A pagina 62 una poesia si apre con una constatazione apparentemente semplice, quasi cronachistica, ma subito attraversata da un sentimento di insofferenza: il luogo evocato è quello della folla turistica, dell’affollamento estivo, della socialità diventata consumo. Immagini pungenti e fortemente concrete, capaci di restituire in pochi tratti una realtà contemporanea dominata dal turismo di massa. Il termine “clan”, in particolare, suggerisce gruppi chiusi, rituali collettivi, appartenenze effimere; mentre l’espressione “svuotaturisti”, volutamente deformata, introduce una vena sarcastica che trasforma il traghetto in una sorta di macchina destinata a riversare masse di visitatori sul territorio.

Il poeta contrappone una serie di negazioni: “non un angolo di solitudine / non un attimo di quiete / non un attimo di sottrazione all’eccesso”. La ripetizione dell’“non” costruisce un ritmo incalzante e produce una progressiva sensazione di soffocamento. Non viene negata soltanto la solitudine, ma persino la possibilità di sottrarsi, per un momento, all’eccesso. È proprio questa “sottrazione” a costituire il nucleo più profondo del testo: la poesia sembra chiedere uno spazio appartato nel quale poter ascoltare il tempo, la memoria, ciò che la folla inevitabilmente copre. Il punto d'innesco della memoria: non è più soltanto una taglia o una misura, ma una cifra che mette in rapporto il presente con il passato. Dal dettaglio quotidiano si passa al numero degli abitanti della Terra, e infine a un’altra forma di numerazione, quella impossibile da calcolare delle persone scomparse dalla nostra vita e dalla nostra memoria affettiva. È un movimento molto efficace: dalla folla visibile dei vivi si giunge alla folla invisibile degli assenti. Si rivela così che dietro la denuncia del turismo, del rumore e dell’eccesso si nasconde una meditazione sul tempo e sulla perdita.


Catia Simone per la sua scrittura possiede una struttura narrativa essenziale e un linguaggio volutamente colloquiale, nel quale la dimensione poetica nasce soprattutto dal montaggio delle immagini e dal brusco passaggio dal quotidiano alla meditazione esistenziale. “A volte mi sveglio nel cuore della notte/ sempre che la notte abbia un cuore.” – “Oggi ho accontentato la parola/ poi un vento impetuoso ha zittito anche me.” – “Invidiare è un’inutile perdita di tempo/ sognare ci separa dalla notte.” – “Mi farò una coda cappio/ e mi appenderò al lampadario barocco.” – “Il novecento resiste/ penso -/mentre con il telefono riprendo le capriole di una folaga.” Tutte prospettive che scorrono improvvisamente e la poesia trova il proprio punto di forza nelle immagini capaci di rovesciare a volte anche i significati della folla aggregata nel subconscio.

Il tessuto si ricama progressivamente con colorate immaginazione che scaturiscono dalla memoria e cedono all’incantamento della rappresentazione, o accostano equilibri di significanti tra l’amarezza della solitudine e la moltitudine delle inquietudini, o ancora nelle illimitate possibilità delle ore persiste come ironia del fato.


Ottimamente pessimista Scrivo un libro che non leggerà nessuno addento un panino che non mi sazierà ascolto la pioggia ticchettare sui vetri leggo finte recensioni egoriferite traccio fisionomie poetiche è una giornata così come tutte le altre diversa da me.

L’ultimo giorno di gennaio È un dicembre mai finito pensavamo di aver messo una pietra sopra le parole e ai fatti e invece inciampiamo sempre sui soliti sassi eppure, Pollicino ci ha insegnato la strategia siamo noi che non sappiamo tornare siamo noi che non sappiamo andar via. Diet®ologia Oggi la nebbia è montata a neve ferma e la città è un banco di ingredienti scaduti siamo tornati al principio o, forse, non siamo mai iniziati deposito il carrello e lascio anche la moneta l’elemosina si fa in segreto e qualcuno arriverà prima o poi a raccogliere il testimone di un digiuno discount.



Catia Simone: “Momenti di necessarie necessità” – ChiareVoci Edizioni– 2026 – pag. 96 - € 13,00

Il libro è acquistabile tramite il catalogo di ChiareVoci Edizioni e sulla piattaforma Amazon


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ChiareVoci Edizioni promuove la diffusione della poesia contemporanea attraverso pubblicazioni, incontri culturali e il progetto editoriale consultabile nel sito della casa editrice."






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