Non è una storia vera: il nuovo libro di Adriano Max
Il problema si chiama ▼▼▼▼▼▼, dicono: tuttavia ho diari ed elaboratori elettronici pieni di parole, segnali, interferenze, pensieri subliminali.
Il bambino transita per questi mondi, passa attraverso le vite, attraverso gli organismi, le macchine . * . deve essere molto potente, la realtà, per disturbarlo dalle sue ragioni, dal suo gioco, la sua natura. Tra l'altro non scrive, non come scrivo io: scrive meglio.
Scrive con i sassi, con l'acqua, con i suoni che sa emettere e far emettere alla Terra, con i suoi passi.
Incide e procede oltre il segno lasciato, senza altra memoria: rimane il noi che viceversa lo seguiamo da quella traccia, perdendoci spesso, nel corpo lacerato.
Ma il suo corpo, immerso ed emerso, non lascia avanzi. Divora. Cresce.
Pensiero e Fare in Lui si blindano, in un cosmo proprietario, in-accessibile. La prima difficoltà emerge rapidissima: scrivere e descrivere l’▼▼▼▼▼▼. Non ci interessano altri livelli.
Da qualche parte mi sono appuntato che esistono oggetti inconoscibili: ovvero la conoscenza è un lato speciale dell'esistere.
Tento, tra gli altri, oggetti cangianti, ma durevoli: monadi evanescenti; sedimenti come di foglie/ di alberi/ caduti/ rinati/ semi/ nell'illusione stabile del tempo e del solco. Fiori, transizioni.
✻ > I fiori sono sempre bellissimi
Li guardo, là fuori, dai vetri della mia roulotte, mi vedo e appoggio le mani al cristallo
È un limite stare nelle proprie dimensioni? non lo so: ho sempre tentato. Non sono riuscito: ho almeno due teste.
Qui siamo almeno in due, io e te. È in questo silenzio per ora duale che avvengono meraviglie: improvvisamente io sono il me che scrive e il bambino che fui e tu, tu ti trasformi al di là del mio concepibile, modulando mondi, leggendo segni: questi [ s i m b o l i ].
È più plausibile quindi che si sia in molti qui, presenti in parte forse, per lo più assenti, perché impegnati altrove.
Ma tu sarai questa scrittura.
Ci ri-conosciamo lentamente e solo alla fine – o alle rispettive fini – potremo dire di esserci conosciuti, spesso anche di esserci mancati: proiettili destinati allo stesso bersaglio che nel viaggio è cambiato o noi deviati...
- “Il senso di estraneità”
https://blog.chiarevociedizioni.it/2026/02/il-senso-di-estraneita.html -
“Gratitudine e restituzione”
https://blog.chiarevociedizioni.it/2026/02/gratitudine-e-restituzione.html
-
“La poesia degli anni '70: Liberi tutti!”
https://blog.chiarevociedizioni.it/2026/01/la-poesia-degli-anni-70-liberi-tutti.html
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il tuo estro sprigionato Max, congratulazioni
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