Bai Yuan: il poeta maoista delle Cinque Terre

 



Una nota di lettura dedicata al libro immaginario di Bai Yuan tradotto da Gianfranco De Giovanni

Vicolo dei Certosini è un budello di mura scrostate ricoperto di graffiti.
Un vicolo piccolo e stretto che scende verso il mare incuneandosi tra le case di Manarola, nelle Cinque Terre. 
Chi ci si addentra rischia di smarrirsi inseguendo la labirintica biografia in versi che Bai Yuan, poeta dell'Esercito Popolare di Liberazione Maoista ha inciso sui suoi muri e che Gianfranco De Giovanni ha meritoriamente tradotto dal cinese e raccolto in questo libro. 
Per lo meno è quello che De Giovanni racconta, e noi non abbiamo motivo di dubitare dell'attendibilità sua testimonianza.
Del resto l'immagine di un vicolo all'interno di un borgo ligure i cui muri sono completamente ricoperti di poesie in caratteri cinesi è così evocativa e bella e sorprendente che se anche non fosse vera lo dovrebbe essere.
Bai Yuan è “scolpito nel legno del pino eterno” ma è uno sconfitto; dignitoso e vitale ma pur sempre sconfitto: "è un mulino di pietra senz'acqua", "un pozzo in un cortile deserto", un uomo innamorato incapace di dire ti amo, “e ripeto allo sfinimento la parola Amore/ soltanto come eco nella mia testa”.
Bai Yuan è un deluso, malgrado la vicinanza di una donna il cui sorriso è capace di "disperdere l'inverno", malgrado da ragazzo abbia ricevuto il conforto di un fratello con cui condividere "indomabili aquiloni di nuvole basse" e di una madre in grado di "scaldare persino le stanze esposte a settentrione", malgrado il sole e il mare delle Cinque Terre dove Bai Yuan si è ritirato in esilio dopo che "la rivoluzione si è riempita le tasche/ di sassi e si è incamminata verso il fiume a occhi chiusi" e "la ridistribuzione dei polli congelati" ha dimostrato la propria inutilità".
Bai Yuan è un narratore in versi che usa un linguaggio fitto di improvvisi scarti semantici in grado però di creare immagini concrete, solide e comprensibili. 
Insomma un poeta che sa cantare. 
Cinese, nostalgico, comunista e cantante. 
Così per lo meno ci racconta Gianfranco De Giovanni, che ringraziamo per averci fatto conoscere questa storia e per avere così ben reso in lingua italiana i versi di Bai Yuan.

Il testo farà parte di “Note di lettura di libri inesistenti”, di prossima pubblicazione per ChiareVoci Edizioni.


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