Il gancio Poetico – Benedetto Ghielmi intervista Annachiara Marangoni: poesia, Realismo Terminale e intelligenza artificiale
Seconda puntata della rubrica Il gancio Poetico: Annachiara Marangoni racconta il suo percorso tra Realismo Terminale, educazione e il rapporto tra poesia e intelligenza artificiale.
Come è stato il tuo incontro con la parola poetica?
Tutto nasce da un sogno che ho fatto un pomeriggio del 2013. Ho sognato di essere una foresta… il ricordo di quel sogno mi ha accompagnato per un paio di giorni, poi ho deciso di trascriverlo ed è nato un poemetto dal titolo "Io…la foresta", che è confluito poi in "Nerooro", la mia prima raccolta di poesia, edito da Montedit. Milano. Quella porta onirica è stata il tubo di trasmissione con il linguaggio della poesia.
Cosa vuol dire per te, essere una poeta RT? Come ha cambiato il tuo approccio alla poesia?
Che relazione / connessioni vedi tra il tuo essere poeta e la tua professione educativa?
Negli ultimi anni ho lasciato il mio lavoro di pedagogista per dedicarmi alla direzione di vari centri per la disabilità intellettiva, ultimamente dirigo in Trentino un centro per giovani con disturbo dello spettro autistico. La creatività e l'intuizione non mi hanno mai lasciato, anzi, seppur in una sfera diversa, riesco ad inventare sempre qualcosa di innovativo. Talvolta i miei colleghi/e mi rimproverano di essere vulcanica e si mettono le mani nei capelli. Poetare significa per me questo: avere sempre un accendino in bocca.
Cosa può dare il RT al mondo poetico e non?
L'adozione della visione del RT può aiutare a comprendere e così intervenire meglio, il divenire delle trasformazioni in essere che riguardano l'acuta artificializzazione delle nostre esistenze, dovuta principalmente all'innesto con il prodotto/oggetto e la conseguente necessità di acquisire una nuova facoltà ideativa. Faccio un esempio: proviamo a contare gli oggetti che sono attorno a noi nella stanza in cui ci troviamo: noi essere umani siamo sempre in rapporto di minoranza rispetto a loro. Gli oggetti virtuali e/o digitali sono poi ancor più effimeri e inarrivabili, direi moltiplicativi.
Come vedi l'AI? Che ruolo potrà avere l'AI nelle professioni educative?
Quali sono i tuoi maestri? Quali sono, secondo te, i maestri nel terzo millennio?
In realtà ho sempre vissuto con i maestri, a partire da mio padre, nel suo essere artigiano del legno è stato riconosciuto come maestro ebanista e liutaio; altro maestro che mi ha insegnato il mestiere, è stato il pedagogista prof. Angelo Luigi Sangalli. Per la poesia, come ho già detto, il maestro Guido Oldani è un punto di riferimento fondamentale per il mio intento poetico. Il terzo millennio ha già scelto la propria guida spirituale, è l'AI nelle sue svariate formulazioni, intanto perché non ha una forma e questo la rende eterea, per l'appunto spirituale, ai limiti del sacro. Non avendo un corpo e dei sensi, viene percepita come misteriosa e facilitante, appare come il bravo pedagogista che non ti sgrida mai, ma approva le tue azioni, incentivandone continuamente l'utilizzo. Appare maieutica, insomma qualitativamente migliore di qualche cattivo maestro.
Annachiara Marangoni, veronese, di formazione socio sanitaria ed umanistico-pedagogica, dirige in Trentino una struttura riabilitativa per giovani con autismo. Fa parte del movimento poetico del Realismo Terminale (RT) fondato dal poeta Guido Oldani. Già autrice nel 2013 delle raccolte poetiche "Nerooro" e nel 2019 "Il corpo folle", collana I Gigli, editi da Montedit (Mi), nel 2025 per le edizioni La Vita Felice di Milano, collana Agape, pubblica il volume di poesia RT "Sbiancante", prefato da Guido Oldani. Pubblica con Fabio Sebastiani "AI Il cappio alla parola", portando un contributo su Martin Heidegger, per Arsenio-Di Felice edizioni 2026.
Benedetto Ghielmi, nato a Milano nel 1988, poeta Realista Terminale, fondatore del gruppo poetico di “Condividendo Poesia”. Ideatore del “Piccolo Teatro della Poesia Terminale” a Vimercate (MB) e del “Piccolo Festival di Poesia – Cortili Di-versi” a Orino (VA). Organizzatore di eventi legati esclusivamente alla poesia. “Anime di vetro” (Campanotto – prefazione di Guido Oldani) è la sua prima raccolta poetica realistico terminale. Diffonde la pratica poetica nelle giovani generazioni creando il metodo “Condividendo Poesia” attraverso il format laboratoriale “Poesia per tutti”.
Approfondimenti correlati
- Il Gancio Poetico – Fabio Sebastiani
- Sette domande sulla poesia – risponde Michele Lucchetti
- Nell'attuale asfittico panorama culturale – otto domande a Rino Lorusso
"ChiareVoci Edizioni promuove la diffusione della poesia contemporanea attraverso pubblicazioni, incontri culturali e il progetto editoriale consultabile nel sito della casa editrice."

Commenti
Posta un commento