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Poeta? No, grazie. Seconda puntata Sharon Laporta

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Poeta? No grazie è una kermesse ideata da Officine letterarie – Poesia 33 come spazio di confronto sul ruolo della poesia nel panorama culturale contemporaneo. Un titolo volutamente provocatorio, nato per interrogare la posizione marginale che la poesia occupa oggi in Italia e per mettere alla prova, fin dall'inizio, le sue stesse premesse. Da questi incontri è nato il volume Poeta? No grazie , pubblicato da Chiarevoci Edizioni , che raccoglie gli interventi presentati durante le kermesse. Il secondo contributo qui proposto è l’intervento di Sharon Laporta ANCHE GLI SCIENZIATI SONO POETI.  Potendomi avvicinare solo con le migliori intenzioni possibili per spiegare un mondo così ampio, inizio la mia considerazione affermando con umile consapevolezza che “non sono io a scrivere la poesia ma è la poesia che scrive me”. Cosa significa? Che posso solo riportare ciò che viene attraversato dalla luce nel mio spazio interiore. Unicamente così la parte mia poeta può ambire a mettere insie...

Se non è chiedere troppo, in ascolto di Etty Hillesum e Simone Weil di Gianni Fabiano – libro di poesia pubblicato da ChiareVoci Edizioni

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  Se non è chiedere troppo è un libro di poesia di Gianni Fabiano pubblicato da ChiareVoci Edizioni. Scriveva Todorov nell’introduzione al suo bel libro La  bellezza salverà il mondo: “Spesso, inconsciamente e  tacitamente, ciascuno di noi è animato da un progetto di  vita, dentro di sé ha uno schema ideale che lo guida e in  base al quale giudica la propria esistenza del momento.  So che l’aspirazione alla pienezza, al compimento  interiore, a una qualità di vita migliore appartiene a tutto  ciò, ma ignoro dove mi porti e quale posto vi occupi il  rapporto con l’assoluto. Per ottenere delle risposte ho  iniziato questa indagine: nella speranza che il passato  possa illuminare il presente, ho voluto sapere come altri  individui, di cui sono un ammiratore, avessero tentato di  accettare la medesima sfida. In che cosa avevano cercato  la perfezione? Che ruolo aveva giocato tale ricerca nella  loro esistenza? Si ...

Quattro inediti di Massimo Botturi

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Non so se quello che sto per scrivere farà piacere a Massimo Botturi .  Leggendo le sue poesie, mi importa relativamente che il senso o la successione semantica delle frasi siano sempre immediatamente decifrabili. Quello che mi colpisce, nella sua scrittura, è il modo in cui le immagini gemmano l’una dall'altra per analogia, il ritmo che le tiene insieme, la musicalità che attraversa i versi con apparente naturalezza e immediata cantabilità. Nelle quattro poesie inedite che presentiamo in queste pagine questo movimento è un rimbalzare tra suono e visione, tra memoria e presente, dove il contenitore ha lo stesso peso del contenuto. Il senso non si impone in maniera didascalica, ma viene evocato per accumulo, per zampilli, per eruzioni incruente e gioiose.  La memoria non è ricostruzione ordinata, ma apparizione a volte involontaria: una foglia che cade, un rumore lontano, un gesto minimo del quotidiano diventano occasioni per un ritorno che non ha bisogno di spiegazioni, che r...