Voglio dirti che sei straordinaria (ma che anche oggi ho scordato le chiavi) è un libro di poesia di Gabriele Scandolaro pubblicato da ChiareVoci Edizioni.
Stralci tratti dalla prefazione di Carlo Penati
“Se l’anima dell’Eros è il desiderio, la raccolta di Sandolaro svela in molti suoi risvolti l’anelito inesauribile ad essere amati come premio cercato - e ad un tempo inaspettato - di un amore profuso senza calcoli e senza misura; un desiderio pieno di stupore ogni volta che l’impeto dell’autore, trattenuto e guardingo nella sua espressione, viene corrisposto dalla persona amata; un desiderio inestinguibile nel suo farsi quotidiano, ordito tenace della trama dei piccoli avvenimenti di un rapporto coniugale.”
“Se l’anima dell’Eros, dunque, è il desiderio dell’altro-da-sé, l’ardore con cui si cerca di ricomporre in unità due parti complementari che si mancano reciprocamente, l’autore ci consegna un desiderio in buona misura inappagato e inappagabile, incessantemente in ricerca del proprio compimento pur sapendo che non potrà raggiungerlo, ma così vivo da non trovare pace se non nel momentaneo sollievo di uno sguardo di ritorno, di un gesto di conforto, di una cura improvvisa che riverberano la domanda d’amore.”
“A fine lettura, mi sembra questa una possibile chiave interpretativa dell’eccentrica materia poetica che ci offre l’autore o, almeno, quella che è emersa più nitida nella mia mente: un amore che non si esaurisce, che non trova quiete, che non si istituzionalizza; un innamoramento, fatto in sé molto raro, che non ha fine, che non si placa nella conquista del cuore altrui.”
“Se il grande sociologo Max Weber rilevava che i movimenti sociali, fluidi e irruenti nella loro origine ed espressione primaria, nel loro “stato nascente”, tendono a farsi istituzione, sostituendo regole condivise e relazioni controllabili all’imprevedibile vitalità primigenia (e Francesco Alberoni su queste categorie ha redatto il suo famoso “Innamoramento e amore”), il poema di Sandolaro ha la peculiarità di mostrarci l’istituzione contenitrice della relazione d’amore tra marito e moglie nel suo incessante farsi movimento, effervescenza, innamoramento, fonte di senso sorgivo.”
“L’amore di cui ci parla Sandolaro, parlandone a se stesso, non precipita in un consolidato di rapporti abitudinari, per quanto ricchi di scambi proficui e di aperture, ma rimane ostinatamente, ingenuamente, insensatamente originario, in un flusso ininterrotto di emozioni, di colloqui muti, di scene anche solo tratteggiate che si susseguono nel quotidiano e che ravvivano – o vorrebbero ravvivare – continuamente l’incontro tra i due amanti.”
“Ne risulta, al mio sguardo, una storia d’amore apparentemente ordinaria, un poema dell’amore feriale, che si svolge in una casa “normale” tra aromi di caffè, letti disfatti, serie televisive viste dal divano, bimbi da accudire, con lo sfondo, solo accennato, di strade trafficate, corsie di supermercati, aule scolastiche.”
“Niente allude alla extra-ordinarietà di una passione incontenibile: niente scenari paradisiaci, niente risvolti immaginosi, niente eccessi romantici, niente sentimentalismi estremi.”
“Eppure, questa “normalità” feriale, in cui sembra che tutto scorra fermamente nel costante ritrovamento degli stessi gesti, si trasfonde in uno svelamento di senso, che apre uno spiraglio di luce esistenziale in una silloge caratterizzata da uno stile discorsivo, asciutto, essenziale, da un tono pacato che non indulge al compiacimento.”
“Sandolaro ci porge infatti, con la generosità di uno svelamento impudico della propria vita intima, in un racconto vero, non inventato, gli stati d’animo, le circostanze minute di una relazione profondamente vissuta anche nella corporeità necessaria della relazione amorosa.”
“È questa autenticità, questa onestà di fondo, che dà valore all’ordinario, consentendoci di approssimarci, se non immedesimarci, nel narratore e nella sua inquietudine amorosa.”
“Che cosa salva l’autore dallo sprofondare in se stesso, che cosa mitiga l’agitazione irrefrenabile del desiderio? L’ironia, nel senso etimologico di “dissimulazione”, in grado di generare un sufficiente distacco e di prendersi gioco di se stessi.”
“Qualsiasi sia la sua intenzione più profonda, mi sento grato a Sandolaro di essersi cimentato, felicemente, in quella che Guido Davico Bonino ha definito come l’impresa più difficile: poetare l’amore coniugale.”
“Negli ultimi anni è prevalso un certo pudore, tra i poeti, a scrivere versi d’amore aperto ed esclusivo per la persona amata. Si è preferito in genere glissare sull’argomento o affrontarlo in maniera frammentaria o scanzonatoria.”
“Per questo lo si può leggere tutto d’un fiato, con la curiosità di scoprire pagina dopo pagina quale nuovo risvolto può assumere, allo sguardo maschile dell’autore, la sua relazione coniugale.”
“Nessuna impalpabilità angelica pertanto. L’amore è fatto di corpi; è la materia incandescente di fremiti, baci, estasi, scontri, incomprensioni, ritrovamenti, paure, sofferenze.”
Traffico
(scarabocchiata su un quaderno dopo una giornata intensa)
Oggi il traffico era pazzesco,
non tanto quello sulle strade
ma quello nella mia testa
tipo la tangenziale nord di Milano alle 8:30 di mattina
solo che nessuno suonava il clacson
(perché dentro di me non c’è nessuno,
forse neanche io)
continuo a pensarti
mentre passo davanti al solito bar
dove una volta mi hai sorriso
con il cappuccino stretto tra le mani
ho pensato "ok, oggi andrà tutto bene"
poi non è andata bene affatto, ma quel sorriso
ancora si infila nei miei incroci interni
ti penso e rallento
come se ci fosse un autovelox
in ogni parte del mio cuore
Non è tardi oramai
Mi sei passata davanti alle 19.04
tra la metro rossa
e il mio stomaco vuoto
col tuo cappotto beige che sembra sapere tutto
di me
e del mio stupido venerdì
io volevo solo dirti che
anche se non ho cucinato
anche se ho lasciato le luci spente
anche se la mia voce a volte
ha il tono delle notti sbagliate
vorrei un po’ di te
qui
in questo bicchiere d’acqua
in questo silenzio stanco
e anche se il mondo dice “è tardi”,
e tu dici “vedremo”
io ti guardo e penso:
non è tardi oramai
se ti siedi accanto a me.
Voglio dirti che sei straordinaria - Gabriele Scandolaro
ChiareVoci Edizioni – pag. 100 – euro 13.00
acquistabile sul sito di ChiareVoci Edizioni
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Luminarie di stagioni di Nunzio Festa.
Sbandato di Alessandro Porro. Memoria familiare e storia collettiva
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