Tre poesie inedite di Cristian Izzo e Emilio Costa e un breve scambio di mail tra autori e editore
industriale, che con quel morso
di ciliegia mi si poteva disegnare
un succhiotto sul collo.
Quella sera provasti a disegnarlo
e scivolava via dai polpastrelli
incerti, ed io ero confusa
e sopraffatta.
Anni dopo ci ritrovammo entrambe
ed io ero complessa e rapita
fuori a quel bar. Non ci dicemmo granchè.
Tornai dal campo estivo la mattina seguente
con mia madre al volante, sotto un fitto
acquazzone, mi si bagnarono le scarpe.
*
Tu
hai detto che "mi piacerebbe"
e piacerebbe a te.
Per offendere me, cedendo al tuo rancore
hai detto una cosa inesatta su Kafka
ed io l'ho sentita ed ho rabbrividito.
Era proprio esattamente te stessa
quella cosa inesatta su Kafka.
Tu non vuoi saperlo, io non posso
dimenticarlo. Per questo, tra noi
è calato il silenzio e nient'altro.
*
Nella Logica del senso, Alice
cresce e descresce
al contempo.
Sono stato in una valle
ventosa, tra i canneti
a cercarmi in uno stagno
ed il vento scendeva e saliva
al contempo, e solo i pensieri
in assenza di un pensatore.
Potevo dire luogo in buio
ma sarebbe stato identico
se avessi detto senza fondo.
Breve corrispondenza informale tra autori e editore
Cari Izzo e Costa, questa è la scheda interna informale, relativa al vostro testo ,che mi è stata restituita dalla redazione:
"Mi sono piaciuti i lunghi piani sequenza dove la vita si annoda su se stessa e non porta da alcuna parte pur portando.
Poesie che non concludono, che sarebbe un affidare al passato, ma presenziano (inchiodano al presente) inesorabilmente, come se le storie narrate non avessero un vero svolgimento.
E spesso i verso rimangono sospesi o ci consegnano chiusure ermetiche, che ad altro non rimandano.
La sezione 2 è più pensata e meno avvolta nel fluire di immagini e pensieri indistinti delle altre sezioni.
Il tema dominante è l'amore che, dicono gli autori, è sempre dottrinale. Non so bene che cosa significhi per loro "dottrinale", ma certamente tutte le relazioni, sia parlate al maschile che al femminile, schiumano in una incomunicabilità di fondo.
Io la pubblicherei. Per la qualità dei versi, per l'originalità della scrittura a quattro mani (come avranno fatto? una poesia a ciascuno o poesie scritte insieme? sinossi o miscuglio?).
Risponde Izzo:
"Rispondo, divertito, alla vostra curiosità: prima di tutto, per comprendere come abbiamo lavorato, occorre spiegare il rapporto tra me ed Emilio Costa, ovvero una amicizia lunga diciotto anni e cominciata alla Facoltà di Lettere. Una amicizia poi consolidata e approfondita intorno ai cardini dell'amore per la letteratura, il cinema e il teatro.
Spiego brevemente questo perché altrimenti risulta complicato credere al fatto che per mesi ci siamo parlati (WhatsApp ci è testimone) solo in versi: dal 2020 in poi io mi sono gettato nella folle idea di scrivere due componimenti al giorno, ogni giorno, per fare di tutta la vita un evento letterario - una raccolta che dura tutta la vita - ed è capitato, spesso, di inviarne alcune ad Emilio, che è invece cesellatore e molto più paziente nella fase creativa. A Giugno scorso, Emilio ha cominciato a rispondere con le sue poesie. Soltanto dopo molto tempo abbiamo pensato che, probabilmente, eravamo autori di una raccolta a quattro mani.
Ci siamo vicendevolmente impegnati nel patto che le poesie si mescolassero al punto che nessuno potesse sapere quali fossero dell'uno o dell'altro, abbiamo poi lavorato ognuno alle poesie dell'altro, sistemando e rinviando finché non c'era reciproca approvazione. Dopo siamo passati a ragionare sulla raccolta e sulle sezioni, sul nucleo organico attorno a cui essa potesse girare, a scremare tutte le poesie che non aderivano a tale nucleo, a nominare le sezioni, a scrivere i testi conclusivi."
(Queste tre poesie fanno parte del libro "Non si può tornare a casa" di prossima pubblicazione da parte di ChiareVoci Edizioni)

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